LECCE - Beni per oltre 7 milioni di euro sono stati sequestrati a Cosimo Damiano Surgo, 46enne lizzanese, un ex-operaio dell’Arsenale Militare di Taranto e imputato per il reato di usura.
L’operazione è stata condotta dalla Direzione investigativa antimafia di Lecce che ha eseguito un provvedimento di sequestro disposto dal Tribunale di Taranto su proposta del direttore della Direzione investigativa antimafia, il generale Antonio Girone. Sono finiti sotto chiave nove appartamenti, due lussuose ville, due locali commerciali, terreni per complessivi diciannove ettari e sette autovetture. La Dia ha eseguito indagini patrimoniali grazie alle quali è emersa una netta sproporzione tra i redditi dichiarati dal nucleo familiare di Surgo ed il valore dei beni nella disponibilità del presunto usuraio. Tutti i particolari dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza che si è tenuta stamane nella sede della Dia leccese. Surgo nei mesi scorsi era stato arrestato dalla Finanza di Taranto. Si nascondeva in una villa bunker. Una serie di telecamere per tenere sotto controllo persone “indesiderate”, cunicoli e stanze segrete per sfuggire alla cattura. Nonostante la roccaforte Surgo era stato arrestato dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Taranto e della Tenenza di Manduria diretti rispettivamente dal maggiore Cosmo Virgilio e dal tenente Carlo Balestra. L’uomo era finito dentro in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del sostituto procuratore Maurizio Carbone. L’operazione infatti, si inseriva in una inchiesta che è partita nel 2007 e che ha fatto finire in cella una quindicina di persone tra Taranto, Brindisi e Lecce. Anche avvocati sarebbero stati perseguitati dai presunti cravattari che hanno fatto affari d’oro grazie all’usura. Stamane gli investigatori della Dia hanno apposto i sigilli ai beni riconducibili a Surgo e che erano già stati sequestrati dalla Finanza.
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| Usura, sequestrati a Surgo beni per 7 milioni di euro |
| Cronaca |
LECCE - Beni per oltre 7 milioni di euro sono stati sequestrati a Cosimo Damiano Surgo, 46enne lizzanese, un ex-operaio dell’Arsenale Militare di Taranto e imputato per il reato di usura.
L’operazione è stata condotta dalla Direzione investigativa antimafia di Lecce che ha eseguito un provvedimento di sequestro disposto dal Tribunale di Taranto su proposta del direttore della Direzione investigativa antimafia, il generale Antonio Girone. Sono finiti sotto chiave nove appartamenti, due lussuose ville, due locali commerciali, terreni per complessivi diciannove ettari e sette autovetture. La Dia ha eseguito indagini patrimoniali grazie alle quali è emersa una netta sproporzione tra i redditi dichiarati dal nucleo familiare di Surgo ed il valore dei beni nella disponibilità del presunto usuraio. Tutti i particolari dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza che si è tenuta stamane nella sede della Dia leccese. Surgo nei mesi scorsi era stato arrestato dalla Finanza di Taranto. Si nascondeva in una villa bunker. Una serie di telecamere per tenere sotto controllo persone “indesiderate”, cunicoli e stanze segrete per sfuggire alla cattura. Nonostante la roccaforte Surgo era stato arrestato dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Taranto e della Tenenza di Manduria diretti rispettivamente dal maggiore Cosmo Virgilio e dal tenente Carlo Balestra. L’uomo era finito dentro in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del sostituto procuratore Maurizio Carbone. L’operazione infatti, si inseriva in una inchiesta che è partita nel 2007 e che ha fatto finire in cella una quindicina di persone tra Taranto, Brindisi e Lecce. Anche avvocati sarebbero stati perseguitati dai presunti cravattari che hanno fatto affari d’oro grazie all’usura. Stamane gli investigatori della Dia hanno apposto i sigilli ai beni riconducibili a Surgo e che erano già stati sequestrati dalla Finanza. |





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