POTENZA - Un patto a perdere. Ed un pagamento avvenuto dopo il triplice fischio finale a pochi metri da un casello autostradale. Così venne truccata, secondo gli investigatori, una partita fondamentale del campionato di serie C di due anni fa. Quello della doppia beffa di Ancona. E apprendere che tra gli attori principali di quella presunta farsa c'era anche l'ex Ds rossoblu Luca Evangelisti aggiunge cianuro ad un piatto già velenoso per i tarantini, perché sospetti si addensano anche su match dei rossoblu.
Quel 20 aprile del 2008, però, la Salernitana capolista aveva il fiato sul collo degli inseguitori. Tra loro anche il Taranto di Cutolo e Plasmati che a suon di vittorie stava risalendo la china, anche in barba alle porte chiuse. Ma secondo giudici e carabinieri che hanno indagato sullo scandalo calciopoli deflagrato questa mattina con nove arresti, quel giorno qualcuno decise il destino del torneo. Truffando i sogni dei tifosi. La Salernitana doveva vincere a Potenza, mentre gli inseguitori segnavano il passo.
E il Potenza perse 0-1 dopo che il suo presidente Giuseppe Postiglione impose l'esclusione di tre giocatori fondamentali dalla squadra. L'allenatore lucano Pasquale Arleo si dimise e lanciò accuse di fuoco. Dopo oltre due anni le sue parole trovano clamorose conferme. Il patto infame sarebbe stato siglato sull'asse Lucano-campano. Centocinquatamila euro il prezzo concordato per quella sconfitta pilotata. E dopo lo 0-1, secondo i carabinieri, Postiglione in persona, accompagnato da tre scagnozzi si recò a ritirare il suo compenso. L'appuntamento era presso il casello di Candela. A consegnare il denaro ci sarebbe stato proprio Luca Evangelisti che da stamani è agli arresti domiciliari.
Postiglione ed altri sette, invece, gravati da accuse pesantissime sono finiti dietro le sbarre.
Mario Diliberto



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