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Giovedì 12 Novembre 2009 14:15 |
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Dissesto, conto da 22 milioni
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Cronaca
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 TARANTO - Conto salato per dodici tra ex amministratori e dirigenti comunali chiamati a rispondere del dissesto che ha travolto Taranto.La stangata arriva dalla Guardia di Finanza di Bari che ha esaminato su mandato della Corte dei Conti le vicende degli appalti prorogati per i servizi
di pulizia e trasporti nel 2003, 2004 e 2005. Ma nel mirino sono finiti anche le acrobazie contabili che avrebbero caratterizzato il bilancio comunale del 2001. Solo una parte delle vicende trasmesse alla Corte dei Conti dalla magistratura tarantina che sta indagando sulle gestioni comunali che sono sfociate nel dissesto del 2006. E i giudici contabili si sono messi subito al lavoro. La dottoressa Carmela De Gennaro ha affidato ai finanzieri di Bari il compito di esaminare il caso degli appalti milionari prorogati a colpi di determine dirigenziali nel 2003. Si tratta delle commesse sulle quali hanno indagato gli uomini della Digos coordinati dal pm Maurizio Carbone. Quest’ultimo, dopo aver formulato le contestazioni in ambito penale, improntate sulla mancanze del ricorso allo strumento della gara d’appalto, ha trasmesso il corposo incartamento alla magistratura contabile. E il conto alla fine è arrivato. I finanzieri di Bari hanno scavato in quei rinnovi contrattuali apparentemente connotati dai caratteri di economicità e convenienza per la pubblica amministrazione, ma che in realtà erano stati stipulati applicando al contratto in scadenza aumenti che hanno raggiunto anche il considerevole picco del 237%, costringendo il Comune a sborsare nove milioni in più. Giusto quelli fotografati dalle Fiamme Gialle del capoluogo regionale nel corposo rapporto trasmesso alla dottoressa De Gennaro. Ma in quel dossier i finanzieri hanno riassunto anche le acrobazie contabili che sarebbero state utilizzate per colmare fittiziamente un deficit di cassa di circa 13 milioni nel bilancio dell’Ente. Una somma spropositata che sommata ai 9 milioni di euro del caso appalti fa ben 22 milioni. Oltre 40 miliardi del vecchio conio per solo due costole dello sfacelo che poi ha scaraventato il Comune di Taranto nel baratro del disseto. Per queste due vicende la Finanza ha segnalato alla Corte dei Conti 12 persone tra ex amministratori e dirigenti del Comune. Davanti a tutti l’ex sindaco Rossana Di Bello, già chiamata a difendersi dinanzi ai giudici del Tribunale per le medesime vicende. Ora la procedura prevede che i 12 possano controdedurre. Una procedura che per alcuni di loro sembra destinata a diventare più che familiare. Perchè il treno di fascicoli relativi al dissesto arrivato alla Corte dei Conti è ancora molto lungo.
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