TARANTO - La necessità di avere in tempi brevissimi una cabina di regia per assolvere ai tanti problemi ancora aperti, in questo momento cruciale per Taranto è l’indicazione con la quale Franco Sorrentino ha chiuso la relazione di apertura del congresso provinciale della Uil.
Dopo aver preso in esame in modo approfondito i problemi nodali che attraversano il Paese e sui quali il sindacato italiano è chiamato a confrontarsi, come la crisi economica e quella occupazionale, il welfare, l’assistenza dei poveri e dei sofferenti, il Segretario generale della Uil ha proposto all’assemblea dei congressisti, riuniti nel salone dell’Hotel Delfino, un’approfondita analisi della situazione in cui verso il territorio ionico, che non sembra trovare ancora consapevolezza adeguata, soprattutto da parte degli enti locali. Sorrentino ha ricordato come la Uil, invece, abbia elaborato già da tempo, assieme a Cgil e Cisl, una piattaforma che è stata presentata all’attivo unitario dei quadri e delegati delle organizzazioni confederali e da questi condivisa pienamente. “Già il 30 aprile – ha continuato - abbiamo dato vita a una grande manifestazione dei lavoratori”. “In quella occasione abbiamo ricevuto la solidarietà e la condivisione da parte delle forze politiche e delle istituzioni locali, che probabilmente non avevano tenuto in debito conto un elemento fondamentale: che si era arrivati a tanto, cioè, proprio a causa della loro inerzia e dell’incapacità di incidere nei luoghi decisivi della contrattazione, ossia presso il governo nazionale e il governo regionale”.“Ancora, unitariamente abbiamo coinvolto nella nostra piattaforma anche Confindustria Taranto, tenendo poi conto dei suoi suggerimenti, confluiti nella piattaforma comune”. “L’inerzia degli enti locali ci ha poi indotti a rivolgerci al prefetto, al quale dobbiamo dare atto di essersi adoperato per porre attorno a un tavolo unitario Provincia, Comune, Camera di Commercio e sindacato per fare il punto della situazione e individuare le azioni da intraprendere. Se è innegabile che la crisi eredita gli elementi di criticità internazionali amplificandone gli effetti, così come ci si può attendere in una realtà caratterizzata da un’economia fragile e, tutto sommato, monoculturale, è altrettanto vero che proprio la singolarità della situazione della provincia di Taranto meriterebbe una risposta più consapevole e adeguata. Non è possibile lasciarsi prendere dalla sindrome dell’ordinarietà fatalistica, - ha detto il Segretario in un altro passaggio - ritenendo che, poiché la crisi è globale, bisogna limitarsi ad aspettare che “la nottata” passi da sola, dal momento che, nel nostro territorio, a essere più colpite sono proprio le realtà sulle quali si è fatto tradizionalmente più affidamento, vale a dire l’Ilva, col suo indotto, e il porto”. “La crisi internazionale ha comportato 7.000 cassintegrati e la perdita di centinaia di posti di lavoro nell’indotto, i cui lavoratori, privi di garanzie, spesso non hanno potuto ottenere neppure il ricorso agli ammortizzatori sociali. La crisi che investe la siderurgia, che deve essere seguita con attenzione da tutte le parti in campo, però, non deve cancellare il problema della compatibilizzazione ambientale, perché non si corra il rischio di cominciare tutto da capo quando la crisi, come si spera, sarà superata definitivamente”.
|
|
| Crisi, «C’è bisogno di una cabina di regia» |
| Cronaca |
TARANTO - La necessità di avere in tempi brevissimi una cabina di regia per assolvere ai tanti problemi ancora aperti, in questo momento cruciale per Taranto è l’indicazione con la quale Franco Sorrentino ha chiuso la relazione di apertura del congresso provinciale della Uil.
Dopo aver preso in esame in modo approfondito i problemi nodali che attraversano il Paese e sui quali il sindacato italiano è chiamato a confrontarsi, come la crisi economica e quella occupazionale, il welfare, l’assistenza dei poveri e dei sofferenti, il Segretario generale della Uil ha proposto all’assemblea dei congressisti, riuniti nel salone dell’Hotel Delfino, un’approfondita analisi della situazione in cui verso il territorio ionico, che non sembra trovare ancora consapevolezza adeguata, soprattutto da parte degli enti locali. Sorrentino ha ricordato come la Uil, invece, abbia elaborato già da tempo, assieme a Cgil e Cisl, una piattaforma che è stata presentata all’attivo unitario dei quadri e delegati delle organizzazioni confederali e da questi condivisa pienamente. “Già il 30 aprile – ha continuato - abbiamo dato vita a una grande manifestazione dei lavoratori”. “In quella occasione abbiamo ricevuto la solidarietà e la condivisione da parte delle forze politiche e delle istituzioni locali, che probabilmente non avevano tenuto in debito conto un elemento fondamentale: che si era arrivati a tanto, cioè, proprio a causa della loro inerzia e dell’incapacità di incidere nei luoghi decisivi della contrattazione, ossia presso il governo nazionale e il governo regionale”.“Ancora, unitariamente abbiamo coinvolto nella nostra piattaforma anche Confindustria Taranto, tenendo poi conto dei suoi suggerimenti, confluiti nella piattaforma comune”. “L’inerzia degli enti locali ci ha poi indotti a rivolgerci al prefetto, al quale dobbiamo dare atto di essersi adoperato per porre attorno a un tavolo unitario Provincia, Comune, Camera di Commercio e sindacato per fare il punto della situazione e individuare le azioni da intraprendere. Se è innegabile che la crisi eredita gli elementi di criticità internazionali amplificandone gli effetti, così come ci si può attendere in una realtà caratterizzata da un’economia fragile e, tutto sommato, monoculturale, è altrettanto vero che proprio la singolarità della situazione della provincia di Taranto meriterebbe una risposta più consapevole e adeguata. Non è possibile lasciarsi prendere dalla sindrome dell’ordinarietà fatalistica, - ha detto il Segretario in un altro passaggio - ritenendo che, poiché la crisi è globale, bisogna limitarsi ad aspettare che “la nottata” passi da sola, dal momento che, nel nostro territorio, a essere più colpite sono proprio le realtà sulle quali si è fatto tradizionalmente più affidamento, vale a dire l’Ilva, col suo indotto, e il porto”. “La crisi internazionale ha comportato 7.000 cassintegrati e la perdita di centinaia di posti di lavoro nell’indotto, i cui lavoratori, privi di garanzie, spesso non hanno potuto ottenere neppure il ricorso agli ammortizzatori sociali. La crisi che investe la siderurgia, che deve essere seguita con attenzione da tutte le parti in campo, però, non deve cancellare il problema della compatibilizzazione ambientale, perché non si corra il rischio di cominciare tutto da capo quando la crisi, come si spera, sarà superata definitivamente”. |



Twitter
Myspace
Digg
Del.icio.us
Slashdot
Furl
Yahoo
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio

