TARANTO - E’ stato fissato per il 12 febbraio prossimo l’appuntamento, dinanzi ai giudici del Tribunale del Riesame, per gli inquisiti nell’ambito del blitz antiusura sfociato in diciassette arresti il 29 gennaio scorso. A sgominare il presunto giro di prestiti a strozzo sono stati, in una operazione congiunta, Polizia e Guardia di Finanza. Dopo l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare e gli interrogatori, la partita si sposta adesso dinanzi ai giudici del Tribunale della Libertà, al quale si sono rivolti la maggioranza degli arrestati. Intanto si potrebbe allargare l’inchiesta dopo che gli investigatori della Guardia di Finanza e della Polizia hanno acquisito documentazione che viene ritenuta interessante.
Ieri mattina Carlo Giardino, l’avvocato di 77 anni finito agli arresti domiciliari, ha respinto le accuse. E’ stato interrogato dal giudice delle indagini preliminari che ha firmato i provvedimenti restrittivi. Il legale, difeso dall’avvocato Antonio Raffo, ha negato il suo coinvolgimento nella organizzazione di cravattari sgominata dagli agenti della Questura e dai militari delle Fiamme Gialle.
Carlo Giardino risponde di usura insieme a Nicola Cippone, Nicola Albano, Antonio Calabrese, Giuseppe Caligine, Luciano Donati, Giuseppe Latte, Simona Latte, Eufemia Lauria, Nicola Palagiano, Fernando e Giovanni Sapere, Vittorio Colavito, Lucia Scatigna. Sono indagati anche Martino Cardone e Giuseppe Coronese. Gli indagati ascoltati dal gip hanno tutti negato gli addebiti. Come si diceva, per il prossimo 12 febbraio è stato fissato l’appuntamento dinanzi al Riesame.





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