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Mercoledì 03 Febbraio 2010 14:13   
Un obolo alle scuole per iscrivere i figli
Cronaca
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barbTARANTO - «Mi hanno chiesto un contributo di 16 euro per l’iscrizione di mio figlio a scuola». La denuncia arriva dalla mamma di un bambino che frequenta una scuola elementare di Taranto. Proprio per l’iscrizione e quindi la frequenza della scuola dell’obbligo di primo ciclo che come si sa è pubblica e gratuita. La mamma, che ha voluto mantenere l’anonimato, spiega la dinamica con la quale è avvenuta tale richiesta. «Mi è stato chiesto di dare quel contributo per fronteggiare le spese minimali della scuola ovvero per l’acquisto di carta e colori. Dicono che da quando il Ministero ha tagliato i fondi non riescono più a comprare quanto necessario all’istruzione dei bambini».
A quanto pare però questa “pratica”, finora rimasta sommersa, è più diffusa di quanto si pensi.
 Tanto che l’Adiconsum locale ha affidato ad un comunicato l’invito ai genitori di diffidare dalle richieste di denaro da parte dei dirigenti scolastici. «Nell’ultima settimana sono pervenute presso la nostra Associazione - si legge nella nota di Adiconsum - numerose segnalazioni da parte dei genitori di alunni delle scuole pubbliche di I ciclo aventi ad oggetto la richiesta di un contributo, di diverso importo da scuola a scuola, da versare al momento della iscrizione e/o riconferma degli scolari. Tale contributo ha natura volontaria e facoltativa poichè come noto agli operatori del settore scolastico, la legge 296 del 27/12/2006 ha ribadito l’assoluta gratuità della scuola dell’obbligo di I ciclo. Del tutto illegittime sono quindi le richieste avanzate sulla scorta di una fantomatica obbligatorietà di tale contributo pena il rifiuto della iscrizione. Si invitano dunque - continua il sindacato dei consumatori - i dirigenti e gli operatori scolastici ad attenersi al dettato normativo ed i genitori a segnalare senza indugio eventuali abusi».
Sin qui la nota dell’Adiconsum che si è fatta portavoce delle lamentele di chi non intende scucire gli euro richiesti da alcune scuole, a quanto pare per far fronte alle spese per le quali i fondi ministeriali risultano insufficienti.
 

 

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